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Gli usi più strani dell'AI

Gli usi più strani dell'AI

Martedì, 04 Settembre 2018 07:37 Scritto da
Pubblicato in IOT - AI
Dato il suo grande sviluppo negli ultimi tempi, si prevede che entro la fine di quest'anno l'AI frutterà ben 1,2 trilioni di dollari a livello di valore commerciale.
Industrie di ogni tipo si stanno quindi dedicando a chatbot, automazione robotica dei processi e analisi predittiva, nella speranza di guadagnare qualcosa grazie all’intelligenza artificiale e al suo momento di boom.
Spesso però, l’AI non viene utilizzata per gli scopi che ci aspetteremmo. Ecco alcune delle più strane applicazioni dell'intelligenza artificiale:

• Ecco Wally

Tutti abbiamo presente chi è Wally, quel personaggio introvabile nelle illustrazioni di Martin Handford: alto, con una maglietta a righe bianche e rosse, occhiali e il berretto abbinato.
L'agenzia di marketing Redpepper ha costruito un robot proprio per questo scopo, per trovare lo sfuggente Wally. I ricercatori hanno infatti addestrato l’ AutoML Vision di Google per identificare il personaggio illustrato, alimentandolo con immagini di quest’ultimo.
Nella pratica, un braccio robotico dotato di una fotocamera scatta una foto delle pagine del libro di illustrazioni e la confronta con il modello. Quando trova una corrispondenza, sbatte una mano di plastica su Wally.
“Ecco Wally” è ancora solo un prototipo, ma può già trovare la figura più velocemente della maggior parte dei bambini di cinque anni.

• La scienza del dribbling

L’AI può anche insegnare a giocatori di pallacanestro animati come dribblare. I ricercatori della Carnegie Mellon University e DeepMotion Inc hanno infatti utilizzato l' apprendimento per rinforzo profondo per copiare le abilità dei giocatori di basket umani, dopo averne catturato i movimenti. Il programma doveva prima padroneggiare la locomozione e poi imparato a usare il braccio per controllare i movimenti della palla. Dopo milioni di prove, i movimenti delle braccia erano diventati così strettamente coordinati con il rimbalzo della palla che i giocatori potevano dribblare tra le loro gambe e dietro la schiena come un professionista.

• Il robot cuoco

Prodotto dalla Miso Robotics, Flippy è stato il primo assistente autonomo in cucina del mondo, in grado di imparare dall’ambiente circostante e di acquisire nuove competenze nel tempo.
Flippy poteva grigliare da 150 a 300 hamburger all'ora, controllandoli durante la cottura, e pulendo persino la griglia quando necessario.
Il problema fu però proprio la sua “bravura”. Flippy aveva appena iniziato a fare carriera prima che fosse costretto a ritirarsi, dato che i suoi colleghi umani non potevano assemblare gli hamburger alla sua stessa velocità.
Un risultato che rappresenta una piccola vittoria per i lavoratori umani rispetto alle macchine che vogliono “rubare” il loro lavoro.

• Giudici di bellezza

Beauty.AI ha cercato di dimostrare che la bellezza non è tanto negli occhi di chi guarda quanto nei dati, lanciando il primo concorso di bellezza dove i giudici erano dei robot.
I candidati dovevano semplicemente inviare un selfie per sottoporsi alla valutazione da parte di un giuria interessata alle loro rughe, alla simmetria del volto, alle proporzioni dei tratti, alla salute della pelle e ad una serie di altri parametri.
Sfortunatamente la giuria robot ha selezionato 44 vincitori di cui solo uno aveva la pelle scura e ciò ha portato gli organizzatori ad essere accusati di razzismo.

• Il robot rapper

Le intelligenze artificiali hanno già prodotto dipinti, musica e poesia, ma il mondo del rap finora non aveva subito contaminazioni robotiche. Ma le cose potrebbero cambiare con la nascita di DeepBeat, il rapper robot. I
l programma che lo anima utilizza l'apprendimento automatico per combinare i versi che compongono nuovi testi, ricavandoli da canzoni già esistenti. Che Jay-Z e simili debbano iniziare a preoccuparsi?

• Il “gayradar”

In futuro potremmo non dover chiederci mai più l’orientamento sessuale di qualcuno di nostra conoscenza. I ricercatori della Stanford University sostengono infatti di aver sviluppato un sistema di riconoscimento facciale in grado di identificare l'orientamento sessuale di una persona solo guardando una fotografia. L'algoritmo è stato addestrato su un campione di oltre 35.000 immagini pubblicate su un sito di incontri per identificare le caratteristiche, le espressioni e le pettinature che gli umani pensano siano tipiche degli uomini e delle donne omosessuali.
Il modello ha previsto correttamente la sessualità dell'81% dei maschi e del 71% delle donne, superando la precisione umana del 61% per gli uomini e del 54% per le donne.
I risultati hanno però sollevato dubbi sul fatto che un software simile potrebbe essere utilizzato per discriminare gli omosessuali, ma altri scienziati hanno smentito queste affermazioni.

• L’algoritmo scrittore

J.K. Rowling ha distrutto i sogni di molti con l'annuncio che non ci sarebbero stati più libri di Harry Potter. L’AI però non ha paura di provare in prima persona a sostituire la sua penna.
Un gruppo di intrattenimento digitale chiamato Botnik studios ha scritto infatti un nuovo capitolo addestrando un algoritmo sui precedenti sette romanzi del piccolo mago.
The Verge ha riferito che il programma di scrittura intuitiva ha avuto l'aiuto di molti scrittori umani per costruire il capitolo di quattro pagine, intitolato "Harry Potter e il ritratto di quello che sembrava una grande pila di cenere".
La combinazione aggiunge un tocco surreale alla prosa di Rowling, producendo gemme come la reazione di Silente ad un ospite sorprendente di Hogwarts: "Il maiale di Tassorosso pulsava come una grande rana toro" si legge nel capitolo, "Silente sorrise e posò la mano sulla sua mano: - Ora sei Hagrid.-"

• Spazzolini robotici

Kolibree afferma di aver investito nel primo spazzolino azionato da AI. La società di tecnologia dentale ha infatti presentato il dispositivo noto come Ara al CES 2017.
"Gli algoritmi di apprendimento approfondito brevettati sono incorporati direttamente nello spazzolino su un processore a basso consumo", ha spiegato il fondatore e CEO di Kolibree, Thomas Serval. "I dati grezzi dei sensori attraversano il processore, consentendo al sistema di apprendere le tue abitudini e affinare la precisione grazie all’utilizzo del dispositivo".
Lo spazzolino è progettato per gli adulti, ma Kolibree non vuole che i bambini si perdano il divertimento dell'igiene dentale. L'azienda produce anche uno spazzolino interattivo chiamato Magik che utilizza la realtà aumentata per aiutare i bambini a lavarsi i denti.

• Birre “artificiali”

IntelligentX è un progetto nato in Inghilterra che si propone la creazione della birra perfetta nonchè prima birra al mondo prodotta dall'intelligenza artificiale. Come funziona?
Dopo aver ricevuto una delle quattro birre in bottiglia dell'azienda, i bevitori inviano i loro pensieri e le loro opinioni tramite un sistema di feedback online. Gli algoritmi a questo punto trasformano i dati in informazioni che rimandano al birrificio, gestito grazie all’AI, che produrrà quindi la birra più vicino alle aspettative dei consumatori.

Arianna Bertera

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