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Come e perchè diminuire la frequenza di rimbalzo

Come e perchè diminuire la frequenza di rimbalzo

Giovedì, 20 Settembre 2018 08:02 Scritto da
Pubblicato in SEO Optimitation
Sei mai entrato in un negozio e, dopo aver fatto un giro, uscito subito? Forse il problema era l'aspetto del negozio stesso, o forse hai realizzato che il negozio non vendeva il tipo di merce di cui avevi bisogno. In ogni caso, hai dato un'occhiata e te ne sei andato.Questa azione, nel gergo del web, è chiamata “rimbalzare” e accade spesso online, anche ai visitatori del tuo sito web.
Un'alta frequenza di rimbalzo significa che qualcosa ha “ spento” i tuoi visitatori. Entrano nel tuo sito, guardano cosa offri, trovano qualcosa che non va e se ne vanno anche loro.
Fortunatamente esistono modi per ridurre la frequenza di rimbalzo e i vantaggi sono numerosi.
Se visitatori si fermano di più, è più probabile comprino qualcosa. Gli utenti che se ne vanno invece non fanno clic su nessuno dei tuoi collegamenti interni nè interagiscono con le tue CTA, diventando delle conversioni perse.

Cos’è la frequenza di rimbalzo?

Con frequenza di rimbalzo ci si riferisce alla percentuale dei visitatori di un sito che escono da esso dopo aver visualizzato una sola pagina. Puoi controllare intorno a quanto si aggira utilizzando Google Analytics.
Immagina il tuo sito web come la tua casa. Non vuoi che i visitatori entrino dalla porta principale, si voltino e se ne vadano. Piuttosto, vuoi farli sentire i benvenuti e fargli fare un tour.
Dal momento che non sei fisicamente presente quando qualcuno visita il tuo sito web, devi usare strategie diverse dal tuo savoir-faire per convincere le persone a restare.
Quando le persone “rimbalzano”, gli aspetti negativi sono diversi:
  • Le persone non hanno un’esperienza esperienza totale del tuo sito
  • Perdi l'opportunità di raccogliere gli indirizzi email dei potenziali clienti
  • Non puoi mostrare il tuo prodotto o servizio.

Perché la mia frequenza di rimbalzo è così alta?

In molti casi, la ragione di un'elevata frequenza di rimbalzo si riduce a due problemi specifici:
  • Il contenuto non coinvolge abbastanza il lettore.
  • Il contenuto risponde alle domande del lettore e quindi quest’ultimo non ha bisogno di rimanere sulla pagina.
Il primo problema potrebbe riguardare la progettazione, i testi, la mancanza di CTA o qualcos'altro. Forse la pagina non si carica abbastanza velocemente, o forse non viene visualizzata correttamente sui dispositivi mobili.
Per quanto riguarda il secondo problema, è un' arma a doppio taglio. Ovviamente vuoi che il tuo contenuto soddisfi il lettore. Però, se hai scritto un post approfondito su un argomento, il tuo lettore potrebbe sentirsi come se avesse ottenuto tutto ciò che il tuo sito ha da offrire.
Fortunatamente, si può rimediare al problema in entrambi gli scenari.

1. Rendi i tuoi contenuti più leggibili e accessibili

Ai tuoi potenziali clienti non piace lavorare sodo per consumare i tuoi contenuti. Sono occupati e distratti, quindi non dare loro una ragione per andarsene.
Ad esempio, considera la dimensione del carattere e l' altezza della linea (lo spazio tra le linee). Un sano equilibrio tra le due caratteristiche migliora la leggibilità.
Puoi anche migliorarla aumentando lo spazio bianco e suddividendo il testo in paragrafi. Infatti, quando c'è più spazio bianco (chiamato anche spazio negativo o spazio vuoto) il lettore si sente meno sopraffatto.
Ma per quanto riguarda l'accessibilità? Se il tuo sito web risulta difficile da navigare o confuso da comprendere, il visitatore probabilmente rimbalzerà.
Navigazione chiara, collegamenti, pulsanti e altri elementi migliorano i tassi di coinvolgimento e quindi diminuiscono la frequenza di rimbalzo.
Se un visitatore non è in grado di distinguere un link dai normali copy, in che modo saprà dove fare clic?

2. Inserisci collegamenti interni utili e strategici

Il collegamento interno è un'ottima strategia SEO e un modo per ridurre la frequenza di rimbalzo. Tuttavia, come con tutte le cose buone, è possibile stroppiare anche in questo senso.
Alcuni siti Web, specialmente quelli di tipo enciclopedico, includono un sovraccarico di collegamenti interni che possono distrarre o infastidire il lettore.
Invece di collegare ogni parola sulla tua pagina a qualcos’altro, usa strategicamente questa tecnica. Prima di inserire il link, chiediti se fare clic su di esso aiuterà il lettore in un modo specifico.
Posizionare i link alla fine di un contenuto è un’ottima idea, perché il lettore avendo terminato la pagina potrebbe avere interesse a visitare un'altra parte del vostro sito Web senza andarsene subito.

3. Aprire i collegamenti esterni in una nuova scheda

La maggior parte dei siti utilizza collegamenti esterni all’interno dei propri contenuti.
Se riscontri un'elevata frequenza di rimbalzo nei post del tuo blog e i tuoi link vengono aperti nella stessa scheda, valuta la possibilità di passare all’altra soluzione dove quando un utente fa clic su un collegamento esterno, viene aperta automaticamente un' altra scheda del browser.
Perché questo aiuta? Perché in questo modo il tuo sito web rimane aperto in una scheda separata del browser e il lettore può tornare ad esso dopo aver controllato il link esterno.

4. Prova diversi inviti all'azione

Evita di utilizzare sempre le stesse CTA sul tuo sito, perché questo modus operandi diminuisce la loro rilevanza per i contenuti di ogni singola pagina.
Supponiamo che tu gestisca un negozio di e-commerce. Un visitatore atterra su una pagina prodotto per uno smartwatch. C'è un CTA nella barra laterale che dice "Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere uno sconto del 20% sui tablet".
La promozione su tablet può anche essere vantaggiosa, ma non è ciò che il visitatore desidera. Di conseguenza, è irrilevante per la pagina e quindi il visitatore potrebbe andarsene.

5. Velocizza il tuo sito web

Google ha sempre definito la velocità della pagina come un fattore significativo per il posizionamento, ma non solo: è una variabile fondamentale anche per quanto riguarda la frequenza di rimbalzo.
Se hai difficoltà a ridurre quest'ultima, accelera il tuo sito web.
Ecco alcuni metodi:
  • Riduci le dimensioni dell'immagine
  • Elimina gli script non necessari
  • Disattiva i plugin che non usi
Considera questo: circa il 10% dei visitatori rimbalza quando una pagina viene caricata entro appena due secondi, mentre più del 30% rimbalza se la pagina non viene caricata per sette secondi.
C'è quindi rapporto inversamente proporzionale tra la velocità della pagina e la frequenza di rimbalzo: quando la prima diminuisce, la seconda aumenta.

6. Aggiungi video e podcast al tuo blog

Il contenuto scritto è e sarà sempre valido, ma qualche volta vale la pena di sperimentare anche con video e podcast.
Con i video, ad esempio, le persone trascorrono più tempo sulla pagina, rimbalzano meno e si sono più coinvolte.
Creare contenuti di questo tipo è facile ormai, basta possedere uno smartphone e un piccolo programma di post produzione.
Assicurati solo di avere una ragione specifica per creare quel contenuto e incorporalo con saggezza.

7. Scopri cosa non funziona sul sito web osservando come l'utente naviga

Osservare l’ attività degli utenti sul tuo sito può aiutarti molto a ridurre la frequenza di rimbalzo.
I rapporti sul comportamento degli utenti mostrano quali aree del sito ricevono il maggior coinvolgimento, quali sono quelle in cui le persone smettono di scorrere e quale percentuale di visitatori fa clic su un elemento specifico.
Una mappa termica, ad esempio, mostra l'attività su un sito Web utilizzando i colori.
La raccolta di questo tipo di dati ti aiuterà a decidere dove posizionare gli elementi nella pagina per il massimo coinvolgimento, riducendo così sensibilmente il rimbalzo degli utenti.

8. A/B Test per migliorare ciò che non funziona

Una volta che hai raccolto il comportamento degli utenti e l’hai analizzato, avvia una serie di A/B test per verificare elementi specifici sulle pagine.
Più comprendi il tuo pubblico, più sei attrezzato per servirgli contenuti che li mantengano sul tuo sito.

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