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Perché gli utenti scaricano le app ma non le usano

Giovedì, 27 Luglio 2017 01:00 Scritto da
Pubblicato in APP Mobile

Una delle cose più scoraggianti per chi crea un’applicazione è il fatto che gli utenti abbandonino la maggior parte delle app che scaricano. Alcuni anche dopo averle usate giusto una volta… Insomma, possiamo anche avere creato un’ottima app, ma questo non è sufficiente!

La buona notizia è che esistono accorgimenti per far fronte a questi abbandoni e, come sempre, la soluzione inizia con il farsi consapevoli del problema. Il passo successivo è cercare di capire le ragioni che stan dietro la scelta di abbandonare un’app.

Sotto trovi alcune delle ragioni più frequenti per cui le persone abbandonano le app, e passi e strategie per ovviare al problema.

 #1 L’esperienza di onboarding che hai offerto non è incisiva.

I pochi primi momenti in cui l’utente si interfaccia alla app sono quelli che determinano la sua successiva permanenza o il suo abbandono. Quindi, massima cura alla prima impressione che si fa sul cliente. Essa è solitamente data dalla conoscenza della app che il cliente ha prima di scaricarla: vale a dire un breve tutorial, un suggerimento, o una guida su come usare la app.

Il miglior modo per costruire l’onboarding del cliente varia a seconda di cosa tratta la tua app. A volte, solo un paio di schermi che indicano le principali caratteristiche dell’app sono sufficienti a portare l’utente a visitare l’app. In altri casi, per esempio con i giochi, potrebbe essere saggio creare un’esperienza di onboarding, che introduce passo per passo i clienti nella tua app e in ciò che ha da offrire.

Aiutare gli utenti a risolvere un problema, o ad assolvere a un compito, è ciò che dovrebbe essere al centro di ogni processo di onboarding.

Gli errori più comuni sono chiedere troppi dati agli utenti o dare tutte le informazioni e linee guida in un solo schermo. Chiedere troppi dati fa percepire l’app come non affidabile e mettere tutte le informazioni in un singolo schermo obbliga l’utente a leggere tutto in quel momento, cosa che sicuramente non ha voglia di fare.

Evita di forzare l’utente a registrarsi fin da subito, quando vede la prima schermata, e spiegagli perché hai bisogno delle informazioni che gli stai richiedendo. Poi, è meglio spiegare tutte le caratteristiche e i servizi dell’app senza fretta, magari anche quando l’app è già stata scaricata. Infine, non dimenticare il bottone skip, in modo che gli utenti che han già familiarità con la tua app non debbano passare un’altra volta attraverso il processo di onboarding.

Lo strumento di analisi qualitativa appsee ti consente di seguire visivamente il comportamento dell’utente durante l’onboarding. Se non sei sicuro di come attuare la strategia onboarding, puoi implementare un a/b test e poi utilizzare strumenti di analisi qualitativa come user session recordings per avere la conferma di quale approccio sia il più adatto ai tuoi utenti.

#2 la tua app non viene considerata degna di fiducia

L’invasione nella privacy dell’utente è una delle principali ragioni per cui le persone decidono di abbandonare un’app. I dispositivi mobile, oltre a essere parte virtuale delle nostre vite, sono anche estremamente personali. Hanno al loro interno un sacco di dati nostri e privati come contatti, informazioni sui login social media, banking data, geolocalizzazione e altro ancora. Per non parlare di messaggi, foto e video.

Il miglior modo per assicurarsi che le persone non abbandonino la tua app è comunicare in maniera chiara e concisa di quali dati hai bisogno e perché (il perché è estremamente importante). Ti consigliamo di rendere la registrazione all’app un’opzione e non una richiesta, e di scrivere chiaramente quali metodi stai usando per evitare che i dati degli utenti arrivino nelle mani sbagliate.

Ad alcune persone non piace troppo il fatto che un’app posti automaticamente sul loro profilo social un post che fa sapere a tutti che hanno scaricato la app in questione. Dare agli utenti il totale controllo sulle condivisioni e non postare cose sui social media senza il loro permesso è cruciale.

#3 I tuoi gesti sono contro-intuitivi

Gli utenti delle app mobile son per la maggior parte sempre in movimento, e non possono permettersi il lusso di sedersi e imparare come di preciso si usa una determinata app mobile (come invece farebbero con una app sul desktop). Gli utenti mobile non hanno la pazienza per la più piccola difficoltà nell’esperienza utente. In altre parole, gli utenti vogliono sapere come si usa la tua app dopo solo pochissimi minuti che vi sono entrati e la stanno esplorando.

Ogni opzione o procedimento sull’app deve essere facile e veloce da imparare. Per questo sia Google sia Apple hanno linee guida per l’interfaccia utente.

#4 I tuoi annunci sono disturbanti, oppure inefficaci

Gli utenti sono abbastanza consapevoli del fatto che gli annunci pubblicitari sono ciò che permette loro di scaricare l’app gratuitamente. Gli utenti amano le app gratis, quindi son propensi a tollerare la pubblicità e la considerano un fastidio inevitabile e necessario. Purtroppo però, molti la considerano solo un fastidio. Se non presti abbastanza attenzione al contenuto della pubblicità, alla sua posizione e frequenza, questo fastidio potrebbe portare alla cancellazione dell’app.

Quindi sì, puoi aggiungere pubblicità alla tua app, basta che la aggiungi in modo calibrato e ragionato. Errori da evitare:

  • Pubblicità inappropriata e offensiva
  • Troppi annunci in troppe diverse posizioni
  • Troppa frequenza di pop-up e pubblicità interstiziale
  • Niente tasto exit
  • Annunci che non sono nemmeno targettizzati sulla base clienti

Instagram fornisce un ottimo esempio di sistema di annunci pubblicitari ben costruito. I suoi annunci hanno lo stesso aspetto di ogni altro post dell’app, quindi non sono dirompenti, e non hanno un’alta frequenza. In più, devi solo fare swipe in alto per rimuoverli.

#5 Mandi troppe notifiche push

Una dei peggiori errori che si possono commettere con il cliente è essere fastidioso, e, se gli stai mandando troppe notifiche push, sappi che lo sei. Le notifiche push sono un ottimo strumento di comunicazione e coinvolgimento, e quando utilizzate appropriatamente possono fare miracoli per la tua app. Però, se non le usi con una certa moderazione, rischi di essere etichettato come fastidioso e questo, oltre a danneggiare l’immagine del tuo brand, può essere un problema davvero difficile da eliminare.

Come fare allora? Chiaramente qui le strategie da adottare si differenzieranno a seconda dell’app. È molto importante analizzare il tuo target e regolarsi di conseguenza.

Per esempio, se hai un’app che riguarda i viaggi, non è il caso di segnalare le offerte degli hotel ogni secondo giorno: non sono poi così tante le persone che viaggiano così spesso! Il miglior modo per capire ogni quanto mandare notifiche push è testare, testare e testare. Puoi iniziare con una bassa frequenza di notifiche, e poi accrescere la frequenza piano piano, mentre tieni attentamente monitorate le reazioni degli utenti.

Anche il tipo di notifiche che raggiungono i tuoi utenti sono un elemento importante. Viviamo nell’epoca della personalizzazione, dove l'utente si aspetta che il contenuto che gli viene fatto visualizzare sia interessante e connesso ai suoi interessi.  La personalizzazione dell’app è uno dei modi migliori per tenersi stretti i clienti. Essi avranno infatti la percezione che l’app stia veramente venendo incontro alle loro specifiche esigenze.

Francesco Manduca


Owner- Web Agency Division Manager, esperto di E-commerce e sviluppo piattaforme web

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