Stare al passo
Slider

Smart Working: cosa significa?

Martedì, 17 Luglio 2018 07:10 Scritto da

Cambiano i tempi e cambia anche il lavoro. Dopo l’approvazione del disegno di legge 81/2017 sul lavoro autonomo e agile da parte del Senato, si sente sempre più parlare di smart working.

Quello che la legislazione italiana definisce ufficialmente come “una modalità flessibile di lavoro subordinato, che può essere svolto in parte all'interno dei locali aziendali e in parte all'esterno, utilizzando strumenti tecnologici”, rimane però ancora poco chiaro per i comuni mortali. Infatti, nonostante se ne senta parlare sempre di più, rimangono dubbi tipo “come si diventa smart workers?” o “a chi conviene lo smart working?”.
Ma partiamo dalle basi.

L’OBIETTIVO

L’obiettivo dello smart working non è farti lavorare sul divano di casa, anche se volendo potrai farlo…
L’intento è leggermente più nobile: incrementare la produttività e favorire la conciliazione di vita e lavoro, riducendo lo stress e conservando le agevolazioni fiscali.
In pratica, si tratta di un sistema per cui a migliorare è la qualità di vita del dipendente, e di conseguenza la sua produttività e il suo lavoro.
Come viene raggiunto questo traguardo? Permettendo all’individuo di lavorare in mobilità al di fuori della sede aziendale. All’estero è una possibilità già presente da qualche anno, mentre in Italia se ne discute solo da poco tempo.

COME FUNZIONA

Non si tratta solo di un cambiamento a livello di posto di lavoro, ma proprio mentale.
Per implementare il lavoro agile all’interno di un’azienda è necessaria una visione strategica a lungo termine, che vagli tutte le opzioni possibili e calcoli bene anche i tempi.
Oltre a questo, si apre un discorso sulla fiducia. Mentre infatti in ufficio è possibile “tenere sotto controllo” il proprio dipendente, una volta fuori sede diventa più difficoltoso. Rimane però il lavoro svolto, come metro di giudizio.
Il lavoratore però, dall’altra parte, deve essere responsabilizzato e istruito a lavorare “per obiettivi”, oltre che a mantenere trasparenza sul proprio operato.
In ogni caso, il lavoratore agile, è comunque tenuto a rispettare le norme disciplinari del luogo di lavoro anche se a distanza. La mancata presenza fisica in ufficio infatti non determina l’esonero dall’autorità del datore di lavoro.
Quest’ultimo è invece tenuto a garantire la sicurezza del lavoratore, anche da remoto, e soprattutto il buon funzionamento degli strumenti tecnologici.
L’altro fattore fondamentale da prendere in considerazione è infatti la tecnologia. Fondamentalmente, lo smart working senza dispositivi adeguati non potrebbe esistere. Device mobili, cloud e infrastrutture apposite servono a garantire un workflow senza intoppi, che possa funzionare ovunque e sempre. 

I VANTAGGI

Con una strategia di smart working si va innanzitutto incontro ai propri dipendenti.
Le modalità di lavoro di quest’ultimi, grazie al lavoro agile, diventano infatti più aderenti ai diversi stili di vita portando a un’ottimizzazione delle tempistiche soprattutto grazie all’azzeramento degli spostad aumentare è la produttività, mentre in contemporanea diminuiscono i costi sia per il lavoratore che per il datore di lavoro. Se il primo ha un risparmio sensibile su quanto riguarda gli spostamenti, il secondo può spendere meno per quanto riguarda spazi e postazioni.
Banalmente, ne beneficia anche l’ambiente: viene ridotto il traffico e quindi l’inquinamento.
In generale è poi il lavoratore a gestire il proprio orario giornaliero e settimanale, nei limiti di durata massima, garantendo delle fasce orarie di disponibilità e reperibilità. I tempi di riposo devono essere garantiti dal contratto, ma anche questi (in linea di massima) sono concordati.

I NUMERI

Ad oggi, secondo una ricerca di InfoJobs, solo il 39% delle aziende italiane ha implementato politiche di smart working, e tra queste solo il 12% ha coinvolto tutti i dipendenti.
Tuttavia, un’analisi di Regus ha evidenziato che ad oggi il 51% dei manager italiani lavora già lontano dall’ufficio per circa metà settimana. Sono soprattutto i lavoratori autonomi, dice l’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, a darsi al lavoro agile.
Tra questi gli smart workers sono infatti il 13,4%, mentre tra i collaboratori sono il 9,9%. Già passando ai lavoratori dipendenti i numeri si abbassano: a lavorare da remoto è solo l’1,5%.
In ogni caso, la tendenza ad avere lavoratori agili è in aumento e in totale in Italia ad essere coinvolti sono oltre 300mila.

 

Arianna Bertera

Content Writer - Studio Lettere Moderne, scrivo per Soteha e parlo sempre.

Indirizzi e contatti

Via Zucchi, 39/C 20095 - Cusano Milanino (MI)
Ingresso Via Zucchi39 G - Int. 3
tel: (+39) 0266043166 - fax: (+39) 0266048942
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SOTEHA S.r.l. Socio Unico
Sede legale: Via Ticino, 6
20095 Cusano Milanino (MI)
CCIAA / R.E.A. Milano 1617965
Capitale sociale € 20.000,00
P.IVA 02967250966 C.F. 02095410649

Partner
Contact & Addresses

Via Zucchi, 39/C 20095 Cusano Milanino (MI)
tel: (+39) 0266043166 - fax: (+39) 0266048942
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SOTEHA S.r.l. Socio Unico
Sede legale: Via Ticino, 6
20095 Cusano Milanino (MI)
CCIAA / R.E.A. Milano 1617965
Capitale sociale € 20.000,00
P.IVA 02967250966 C.F. 02095410649

Varie
Informativa sulla privacy
Informativa sui cookie
Mappa del sito
Glossario
Partner