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E-commerce: errori più frequenti

Giovedì, 22 Giugno 2017 01:00 Scritto da
Pubblicato in E- Commerce

Possiedi un sito di e-commerce, hai provato molte tattiche di marketing per accrescere la tua visibilità, ma niente sembra funzionare. Insomma, devi ancora capire quali errori non bisogna commettere.

In questo articolo ti presenterò i più comuni errori che si commettono nel costruire un sito di e-commerce.

Innanzitutto, chiunque sia interessato ad aumentare costantemente i ritorni, deve conoscere i benefici chiave dell'alzare il tasso di conversione:

  • Essa non richiede ulteriori investimenti per comprare nuovo traffico: la CRO serve a trasformare momentanei visitatori in clienti paganti.
  • I visitatori sono condotti attraverso un percorso di acquisto progettato in base alle loro azioni.
  • Ti aiuta a migliorare certi metri chiave dell’e-commerce come il CLV (customer lifetime value), il CAC (customers aquisition cost) e il NPS (net promoter score), etc.

Ecco qua la lista dei 10 errori da evitare:

#1. L'opzione di ricerca non funziona bene

Quando vai in un negozio chiedi al commesso quel che stai cercando, oppure guardi nella sezione apposita. Ciò significa che l’intento di acquistare è più alto quando cerchi qualcosa in particolare rispetto a quando stai solo facendo un giro per negozi.

Quindi, dopo aver verificato di aver fornito le giuste informazioni, dovrai:

  • Avere un’accattivante call to action.
  • Fornire una ricerca in tempo reale e dare ai clienti appropriati suggerimenti di ricerca.
  • Enfatizzare la barra di ricerca.
  • Avere una grande pagina di risultati di ricerca.
  • Dare altre opzioni laddove la ricerca non porta a risultati, in modo da trasformare un’esperienza negativa in una positiva.

#2. Dare troppe informazioni nella prima schermata

Più informazioni conterrà la home page e meno ci sarà la probabilità che il visitatore acquisti qualcosa. Cerca di non mettere nella stessa pagina tutti gli elementi più importanti-barra di navigazione, immagini dei prodotti, benefit, testimonial, elenchi di altri prodotti e tasti di condivisione social.

Ricorda che non leggiamo ma scansioniamo. L’occhio umano riesce a vedere con precisione un’area che in un laptop misura circa 200x150 pixel.

Il mio consiglio è di usare tecniche atte ad attirare l’attenzione e di dare la priorità alle cose più importanti.

#3. Barre di scorrimento  e caroselli enormi

Per quanto siano simpatici e diano al tuo sito un bell’aspetto, i caroselli occupano un sacco di spazio e sono troppo decorativi. Quindi dirigono il traffico verso cose che non sono importanti.

#4. Non fare abitualmente un a/b testing

L’A/B Testing è la più comune e usata tecnica CRO. La sua popolarità è cresciuta negli ultimi 5 anni a motivo dei vantaggi che apporta:

  • Invece di assumere un team di sviluppatori e designer grafici, è più economico creare esperimenti di A/B Testing per scoprire cosa porta gli utenti ad attuare la conversione;
  • L’A/B Testing genera risultati statistici e puoi veramente vedere che impatto ha;
  • L’A/B Testing ti offre l’opportunità di scoprire come gli utenti reagiscono ai cambiamenti senza interferire nella loro esperienza sul sito.

Ricordati però che anche se un A/B Testing ti mostrerà quale versione delle tue pagine piace agli utenti, esso ti fornisce solo una soluzione temporanea. Le persone cambiano opinione con il passare del tempo e iniziano ad agire in maniera diversa. Questo è il motivo per cui i risultati dell’A/B Test contano solo per un determinato periodo di tempo. Un solo test non è sufficiente!

#5. Non osservare il comportamento dei visitatori

Questo errore è connesso a quello menzionato sopra. Una delle prime cose che avrai imparato sul marketing è l’importanza di conoscere bene il tuo interlocutore in modo da indirizzarlo in maniera appropriata. Nell’e-commerce, uno dei migliori modi per scoprire come un consumatore pensa e reagisce a diversi stimoli, è chiederglielo direttamente tramite sondaggi.

Per esempio, se il tuo sito ha un alto tasso di abbandono, lancia un sondaggio “in uscita” e chiedi al visitatore la ragione per cui sta lasciando il sito. Forse è un problema di sicurezza, forse il sito si carica troppo lentamente o forse è una questione di fiducia. Non saprai mai cosa ferma i clienti nell’acquisto finché non glielo chiedi!

Ci sono tre tipi di clienti: promotori, passivi e detrattori. Usando le informazioni che ottieni dai tuoi sondaggi, riduci il numero dei detrattori, trasformandoli in passivi, e trasformando i passivi in promotori.

#6. Mandare lo stesso messaggio a tutto il tuo traffico

Una dettagliata segmentazione del target non è facoltativa quando c’è da creare un sito web autorevole.

Quante volte ti è capitato di entrare in un sito e-commerce e incontrare pop-up che contengono messaggi che non han nulla a che vedere con ciò che ti interessa e con ciò che cercavi? Quanto è scocciante? E quanto velocemente lasci quel sito?

#7. Creare esperimenti CRO senza far prima nessuna ricerca

Un solido piano CRO con consistenti risultati si basa su ricerche e analisi dettagliate.

Fai una verifica del CRO e includici analisi quantitative e qualitative. 

La ricerca quantitativa rivela come i visitatori stanno usando il tuo sito di e-commerce, quali sono le pagine fatte meglio e i segmenti di traffico più predisposti alla conversione.

In più, questo tipo di ricerca ti mostrerà importanti indicatori chiave di prestazione, come il bounce rate, il tempo trascorso sulle pagine, i segmenti di traffico non convertibili, ecc.

La ricerca qualitativa è necessaria perché aiuta a capire la ragione di certe azioni: perché scelgono di lasciare l’acquisto, cosa stanno cercando e cosa vogliono trovare nel sito.

#8. Nessuna UVP 

Insieme all’immagine della homepage, la tua Unique Value Proposition fornisce le ragioni essenziali per continuare la navigazione sul tuo sito.

In più, la uvp dice ai tuoi utenti perché sei diverso, perché devono comprare dal tuo sito e cosa offri loro.

#9. Non avere una chiara call to action

Il tasto della call to action deve essere grande e avere un colore totalmente diverso dagli altri elementi della pagina. Non preoccuparti se il colore non c’entra nulla con l’immagine del tuo brand. La call to action deve essere VISIBILE.

Prendiamo per esempio la pagina del prodotto: quanti link ci sono che distraggono l’utente dal cliccare la call to action? (vedi punto 2)
Assicurati sempre di enfatizzare la principale call to action nelle tue pagine chiave. Di seguito alcuni elementi da testare riguardo ai tasti:

  • colore
  • dimensioni
  • testo
  • collocazione
  • spazio vuoto attorno al bottone

#10. The fly to cart effect

Il fly to cart effect è quando aggiungi un prodotto alla spesa e ciò appare nella parte in alto a destra sullo schermo.

Non è naturale vedere siti web che permettono al visitatore di stare sulla stessa pagina subito dopo che hanno preso una decisione così importante. Se hai questo sistema, assicurati di mostrare un chiaro e visibile tasto di call to action per trasferirli al prossimo step.

Francesco Manduca


Owner- Web Agency Division Manager, esperto di E-commerce e sviluppo piattaforme web

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