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Come fare business con le didascalie delle foto su Instagram

Giovedì, 26 Luglio 2018 00:00 Scritto da
Pubblicato in Social

Una foto vale più di mille parole, giusto? Non necessariamente. Sebbene Instagram sia un media visivo, “azzeccare” la didascalia delle tue foto è quasi fondamentale quanto le immagini stesse.

Questo perché quelle poche righe di testo non solo aiutano a fornire un contesto per la tua immagine, ma anche a mostrare la personalità del tuo marchio. Creare la didascalia perfetta, però, non è un compito facile.
Cosa scrivere? Come coinvolgere il tuo pubblico? Quale lunghezza mantenere?
Buttare giù qualche parola, giusto per non lasciare vuoto lo spazio della caption, non è sufficiente. Instagram ha oltre 700 milioni di utenti mensili attivi e questo significa che i tuoi post sono in competizione con milioni di altri su base giornaliera: sono all’incirca 95 milioni le foto vengono pubblicate ogni giorno, con oltre il 70% di post mai visti.

Ma perché le didascalie di Instagram sono così importanti per le aziende?

  • Perché tutte le tue foto su Instagram hanno bisogno di una didascalia
    Possono sembrarti solo un piccolo frammento di testo sotto la tua immagine, ma le didascalie sono il luogo perfetto per mostrare la personalità del tuo marchio.
    Sei in grado di condividere una storia, raccontare un particolare o fare una domanda al tuo pubblico di destinazione senza usare nemmeno una parola?
  • Perché sono un ottimo modo per vendere
    Non solo le didascalie sono un ottimo modo per fare vedere ai propri follower la personalità del brand, ma danno anche l'opportunità di coinvolgere e entrare in contatto con il pubblico. Creando post con cui i tuoi seguaci interagiscono (commentando, condividendo, mettendo like) l'algoritmo di Instagram premierà i tuoi contenuti e aumenterà le probabilità che tu venga visto online.
La perfetta caption per una foto su Instagram necessita solo di 7 ingredienti:
  1. Una storia
  2. Una lunghezza corretta
  3. Una domanda
  4. Delle emoji
  5. Degli hashtag
  6. Menzioni ad altri profili
  7. Una “call-to-action”

1. Una storia

Sapevi che lo storytelling aiuta i brand a vendere più prodotti? È questione di psicologia.
Che si tratti di affittare un appartamento o vendere scarpe da ginnastica, è dimostrato che la narrazione aumenti le vendite.
Uno studio condotto da Origin e Hill Holliday, su un campione di 3000 partecipanti online tra i 23 e i 65 anni, ha evidenziato come lo stesso prodotto venisse valutato più costoso se accompagnato da una storia.
Mentre non c'è dubbio che la foto è ciò che cattura l'attenzione di un utente, è la didascalia che crea davvero l’engagement intorno al post.
Attraverso di essa puoi vendere uno stile di vita al tuo pubblico, un racconto, delle sensazioni, senza nominare per forza il tuo prodotto. L’importante è creare un contesto intorno all’immagine, e la didascalia è lo spazio giusto per farlo.

2. Una lunghezza corretta

Sapevi che la lunghezza della didascalia influisce sulla sua leggibilità?
Sebbene i caratteri concessi siano ben 2.200 (circa 400 parole), non è una buona idea usarli tutti.
Instagram è una piattaforma molto veloce. Con così tante foto pubblicate, gli utenti vogliono vederle tutte e raramente si fermeranno a leggere una caption più lunga di tre righe.
Esagerare in questo senso, a volte può essere persino peggio che lasciare in bianco la descrizione.
Una didascalia ben progettata deve coinvolgere il tuo pubblico, se troppo lunga potrebbero volerci alcuni minuti per “digerirla” e questo potrebbe ridurre l’engagement. È quindi meglio evitare di sovraccaricare il proprio pubblico con troppo contenuto scritto.
Tuttavia, questo non vuol dire che le didascalie debbano per forza essere le più brevi possibili. Un po’ di corpo in più può essere utilizzato per migliorare il processo di narrazione oppure per messaggi importanti.
Non dimenticarti però che all'interno del feed di un utente, la didascalia viene troncata dopo le prime tre righe: la cosa migliore è iniziare fornendo un riassunto conciso di ciò di cui andrai a parlare e scomporre il testo con degli spazi per rendere più leggera la lettura.
Inserendo le informazioni importanti in prima battuta, catturerai l’attenzione dei tuoi follower e li invoglierai ad addentrarsi nei dettagli della questione.
Consiglio bonus: non posizionare mai i credits per la foto all'inizio o occuperai spazio che potrebbe essere altrimenti utilizzato per cercare di convincere i tuoi seguaci a leggere oltre.

3. Una domanda

Le domande possono essere un ottimo modo per stimolare la curiosità e generare un dialogo.
Attenzione però: in questo senso non funzionano le domande casuali non in linea con gli obiettivi della tua attività o irrilevanti rispetto alla foto. Le domande giuste per generare feedback sono quelle pertinenti o che chiedono espressamente l’opinione degli utenti.
Un altro modo per coinvolgere i propri follower è ponendo quesiti, magari tecnici, rispetto al proprio business. Questo tipo di domande di solito generano più commenti, perché creano un vuoto di conoscenza e giocano sulla curiosità degli utenti.

4. Delle emoji

Usare gli emoji nella pagina Instagram può sembrare un po’ azzardato di primo impatto, ma in realtà non è una pratica così insolita perché oltre il 50% delle didascalie ne contiene almeno una.
Non esistono delle linee guida rigorose sul loro utilizzo, ma in generale sarebbe meglio utilizzare solo quelle correlate alla propria attività e ovviamente alla foto. Questo perché è sempre presente il rischio di confondere l’utente sul reale significato della didascalia.
È importante anche limitarne l’utilizzo: se usare qualche emoji rende la caption più friendly, è altrettanto vero che troppe risultano sgradevoli e rendono il testo difficile da leggere.
Detto questo, le “faccine” sono fantastiche per personalizzare le proprie didascalie su Instagram e possono essere anche un ottimo modo per suddividere il testo in mini paragrafi.

5. Degli hashtag

Twitter e Instagram hanno reso l'hashtag un simbolo universale. Tuttavia, quando viene utilizzato nelle caption, dovrebbe andare andare oltre i soliti "#likeforlike" e "follow4follow".
La prima regola è utilizzare solo quelli pertinenti, alla foto e alla propria attività.
Non vuoi annoiare le persone che seguono l'hashtag #makeup con una foto di scarpe da tennis, giusto?
Uno dei modi migliori per trovare hashtag rilevanti è guardare i propri concorrenti. Dal momento che queste sono le persone con le quali stai “gareggiando”, non è una cattiva idea prendere ispirazione dal loro lavoro e cercare di individuare gli hashtag comuni che utilizzano in ogni post.
Quando hai trovato la tua lista di potenziali hashtag, cerca di utilizzarne un mix tra popolari e “di nicchia”.
Gli hashtag popolari hanno un pubblico di riferimento molto più ampio (e aumentano quindi la possibilità che le persone vedano i tuoi contenuti), ma gli hashtag con un pubblico più ristretto significano meno concorrenza, e ciò consente alle tue foto di essere notate solo da chi realmente interessato.
Attualmente Instagram consente 30 hashtag per didascalia. Anche se potrebbe sembrare una quantità modesta, è comunque meglio non avvicinarsi al limite. Giusto per fare un esempio, il 91% dei post dei brand più famosi contiene circa ha sette hashtag.
Gli hashtag hanno un rendimento migliore se posti nella didascalia o vedono più risultati se incorporati in un commento? Non c'è una risposta: dipende dalle preferenze, ma l’algoritmo fortunatamente non è influenzato dalla loro posizione. Alcune persone inseriscono i loro hashtag in un commento perché lo considerano visivamente più accattivante, alleggerendo anche la didascalia. Altri preferiscono riempire la propria caption, utilizzando gli hashtag come vere e proprie parole.
In ogni caso, un’opzione non esclude l’altra. Il nostro consiglio è di posizionarli nella didascalia se il testo è breve, mentre se lungo è allora meglio ripiegare su un commento.

6. Menzioni ad altri profili

Sai già che gli influencer stanno conquistando il mondo, no? Queste nuove star dei social media stanno diventando la nuova pubblicità di punta per tutti i grandi marchi, con circa il 92% dei consumatori che basa gli acquisti sull’opinione favorevole o meno di questi esperti di settore famosi online.
Per mettersi in contatto con loro e potenzialmente posizionarti di fronte al loro pubblico, puoi provare a menzionare i loro profili nella tua didascalia.
Gli influencer (ma anche i brand) hanno interesse nel ricondividere un post in cui sono stati citati positivamente, perché aumenta la loro credibilità.
E anche se non ricambia, ciò non significa che tu abbia fallito: basta anche solo un loro semplice commento per sperimentare un sacco di nuovo traffico per i tuoi contenuti.

7. Una “call-to-action”

Sebbene non sia possibile aggiungere link cliccabili alle caption nella pubblicazione organica, ciò non significa che le CTA siano inutili.
Le call-to-action spingono le persone a fare qualcosa e nel mondo dei social media, dove le aziende possono trarre profitto dalle relazioni online, devi sempre guidare il tuo pubblico di riferimento ad agire se vuoi vedere risultati reali.
Il modo migliore per farlo? Esatto, le didascalie delle tue foto.
A seconda della natura dei tuoi contenuti, dovrai offrire un'azione che si colleghi agli obiettivi della tua attività.
Se ti accingi a pubblicare la foto di un prodotto che vendi, ad esempio, l’invito all'azione potrebbe essere "fai clic sul link nella nostra bio per acquistare il tuo!".
Nel caso invece tu non stia attivamente vendendo via Instragram e il tuo obiettivo sia generare maggiore coinvolgimento, le opzioni sono diverse. Puoi invitare i tuoi follower a taggare il brand nelle loro foto, o a taggare un amico.
Altre possibilità sono l’invito a mettere mi piace se d’accordo con l’affermazione della didascalia o anche commentare con una risposta a una determinata domanda.
Non è importante come, ma quanto riesci a coinvolgere i tuoi follower.

Conclusioni

Gli ingredienti che rendono una caption perfetta non sono moltissimi, ma la formula migliore rimane andare per tentativi e sbagliare, per poi imparare cosa funziona per i propri seguaci.
La logica è semplice: assicurati che le tue didascalie su Instagram siano divertenti, coinvolgenti e suscitino conversazioni. Questo non solo contribuirà ad aumentare l’engagement online della tua azienda, ma contribuirà anche alla nascita di una community attorno ai tuoi post.

In Soteha siamo esperti anche di Instagram e simili, contattaci per delineare la tua strategia di Social Media Marketing!

Arianna Bertera

Content Writer - Studio Lettere Moderne, scrivo per Soteha e parlo sempre.

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